Provincia di Capitanata
Newsletter dell'Amministrazione Provinciale di Foggia
Anno XIX n.3
Direttore responsabile: Micky De Finis
Coordinatore di redazione: Anna Laura D'Alessio
Il nuovo corso della Provincia in materia di politiche del lavoro
“Un lavoro migliore inizia qui – Piano per la crescita economica, sociale e occupazionale nella Provincia di Foggia al tempo della crisi e oltre la crisi”. Questo il nome del Patto per il lavoro approvato dal Consiglio provinciale per avviare una rivoluzione nelle politiche del lavoro in Capitanata
“Costruire un percorso che offra opportunità occupazionali alle giovani generazioni significa innanzitutto definire una nuova strategia di integrazione tra domanda ed offerta di lavoro; tra istituzioni, organizzazioni datoriali e mondo della scuola e dell’università”. Così Leonardo Lallo, assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, sintetizza le linee guida che hanno indirizzato l'Amministrazione Provinciale di Foggia alla redazione, con il supporto tecnico di Italia Lavoro spa, del Patto per il Lavoro.
Il percorso istituzionale del Patto è iniziato con il vertice operativo del 19 ottobre 2010, la successiva sottoscrizione del protocollo per la costruzione del patto e ha avuto il suo momento chiave nell'approvazione all'unanimità in Consiglio Provinciale il 1 agosto 2011.
Nel dettaglio il piano, attraverso il rilancio e il consolidamento della strategia di cooperazione interistituzionale tra enti locali, sindacati, terzo settore e imprese, si propone di: 1. proteggere e aumentare l’occupazione e prevenire il rischio di consolidamento dei bacini di lavoratori che stanno subendo gli effetti della crisi - in linea con le indicazioni della Commissione Europea sulla “exit strategy” e con i diversi provvedimenti anticrisi adottati a livello nazionale e locale - ; 2. migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le Pmi, per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo di una base imprenditoriale e occupazionale solida e sostenibile, agendo da un lato sul rilancio e la valorizzazione dei settori che tradizionalmente caratterizzano il sistema produttivo della provincia di Foggia e che scontano attualmente qualche difficoltà: Agroalimentare, Turismo, Edilizia, Beni culturali, dall’altro sullo sviluppo sul territorio di nuove potenzialità, a partire dagli ambiti innovativi della green e della white economy, come volano per creare nuovi posti di lavoro, nuove imprese e nuove figure professionali; 3. incoraggiare lo sviluppo del capitale umano attraverso politiche di formazione adeguate ai bisogni dei lavoratori, delle imprese e dei sistemi di impresa, funzionali, sia nel merito che nel metodo, alle dinamiche economiche e alle opportunità occupazionali locali. 4. affermare il principio della legalità in ogni ambito della vita sociale, economica e lavorativa nell'interesse del territorio e della collettività della Capitanata.
Il Piano si integra con la cornice definita dal piano straordinario regionale per il lavoro in Puglia, Capitanata 2020, i piani annuali provinciali per il lavoro e la formazione. “Un lavoro migliore inizia qui – Piano per la crescita economica, sociale e occupazionale nella Provincia di Foggia al tempo della crisi e oltre la crisi”. Questo il “nome” dato al Patto con la chiara volontà di dare una svolta netta in materia di politiche del lavoro e formazione professionale.
Tra le misure già attuate nell'ambito del Patto, quattro nuovi avvisi pubblici in materia di Formazione professionale per un ammontare complessivo di 2 milioni 851mila euro, l'auspicabile definizione di una governance con gli attori del terzo settore nell'ambito dei piani sociali di zona, il varo di Capitanata coraggiosa”, il progetto per l’implementazione delle “politiche di genere”, per la conciliazione dei tempi vita-lavoro e l’occupazione femminile.
Intervista con l'assessore Leonardo Lallo
“Avviare una nuova stagione delle politiche del lavoro e della formazione professionale in Capitanata”. Così Leonardo Lallo, assessore provinciale alla Formazione Professionale e alle Politiche del Lavoro della Provincia di Foggia delinea l'obiettivo di fondo del Patto per il lavoro approvato all'unanimità dal Consiglio Provinciale il 2 agosto scorso.Assessore, il percorso del piano è iniziato oltre un anno fa attraverso una serie di vertici operativi e la sottoscrizione del protocollo d'intesa. Qual è la filosofia di questa coraggiosa azione?
Mettere a punto una serie di dinamiche innovative. Oggi come oggi le prospettive occupazionali per giovani neolaureati o per chi esce in età avanzata dal mondo del lavoro sono poco incoraggianti. Per invertire la rotta c'era bisogno di una netta sterzata. E di un'assuzione di responsabilità collettiva.
In che cosa si è tradotta questa “assunzione di responsabilità collettiva?”
Abbiamo riportato al centro dell'agenda politica la cooperazione interistituzionale con le imprese, le altre istituzioni, i sindacati, il terzo settore. Stiamo lavorando ad una serie di azioni per rendere più favorevoli le condizioni per le imprese che vogliono investire ad assumere. Al contempo, ci stiamo preoccupando di ribadire l'importanza della cultura della legalità nel mondo del lavoro, così come siamo consapevoli che ai giovani laureati vanno offerti percorsi formativi in grado di orientarli nel mondo del lavoro e di dotarli di competenze “appetibili” per il mercato. Così come siamo certi che solo investendo nelle vocazioni del nostro territorio (e quindi con il pieno coinvolgimento di chi le rappresenta) si può produrre sviluppo. Le vocazioni produttive della Capitanata (turismo, cultura, agroalimentare, servizi, infstrastrutture materiali e immateriali) devono essere le priorità strategiche per dare risposte non soltanto ai giovani neolaureati ma anche a chi, per vari motivi, dal mondo del lavoro è stato costretto ad uscire in età più avanzata. Il salto qualitativo e quantitativo del Patto consiste in una visione globale delle politiche di sviluppo, di inclusione sociale, del lavoro e della formazione professionale: il potenziamento delle infrastrutture strategiche, la lotta alla cause prime di emarginazione sociale, il ripensamento dei meccanismi di formazione professionale e l'implementazione di nuove politiche del lavoro sono combinate nel Patto per dare vita ad una serie di azioni strategiche di sistema.
Di qui la necessità anche di un ripensamento dei meccanismi di formazione professionale.
E questo è uno degli snodi fondamentali. La formazione professionale da un lato va ancorata al sistema educativo e al mondo del lavoro e, dall'altro, va mirata alle reali esigenze del territorio. Le formazione professionale deve essere strutturata in maniera radicalmente diversa dal recente passato: deve incontrare e soddisfare le aspettative dei giovani e le opportunità di sviluppo del territorio.
Nelle dinamiche del patto si pone l'accento su diversi aspetti di fondamentale importanza. Quale tra questi può imprimere più nettamente un segnale di discontinuità?
Sicuramente la legalità. È una precondizione fondamentale che deve sottendere a qualsiasi logica di sviluppo.
Se dovesse fare una previsione, tra quanto tempo ritiene che il Patto possa dare i suoi frutti?
Il Patto innesta innanzitutto una nuova dimensione culturale. E, come sappiamo, le innovazioni culturali sono le più lente e le più difficili da realizzare. Io credo che se tutte le parti in causa faranno la loro parte con coraggio, guardando all'interesse generale e mettendo da parte le logiche campanilistiche potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Le azioni del Patto/1
Formazione professionale, fondi per 2 milioni 851mila euro
La Provincia di Foggia, attraverso l’assessorato alle Politiche del Lavoro e alla Formazione Professionale, ha pubblicato 4 nuovi avvisi pubblici in materia di formazione professionale. Gli avvisi, rivolti agli Enti di Formazione accreditati e finanziati con le risorse economiche del P.O. Puglia 2007-2013 riferito al Fondo Sociale Europeo per un ammontare complessivo di 2 milioni 851mila 200 euro, rappresentano la continuazione dell’intenso lavoro portato avanti sino ad oggi dall’Ente di Palazzo Dogana ma costituiscono anche i primi interventi contenuti nel “Patto per il Lavoro e lo Sviluppo della Capitanata”, le cui linee guida sono state recentemente approvate anche dal Consiglio provinciale alla unanimità.
Nello specifico l’avviso “Foggia 3” relativo all’Asse IV “Capitale Umano” contiene interventi di qualificazione per il recupero ed il rafforzamento delle competenze professionali di giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni privi di diploma o qualifica professionale e prevede un finanziamento di 2 milioni 73mila 600 euro; l’avviso “Foggia 4” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi di riqualificazione per gli “over 45” e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro; l’avviso “Foggia 5” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi finalizzati all’attivazione di percorsi di formazione per l’acquisizione di competenze certificate di alto contenuto riservati ai giovani diplomati o laureati e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro; l’avviso “Foggia 6” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi di qualificazione per favorire l’inserimento ed il reinserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro.
«In una situazione economica così delicata – afferma l’assessore Lallo – la Provincia di Foggia ha inteso essere in prima fila in una attività che è di strategica importanza per declinare concretamente la filosofia del “Patto per il Lavoro”. Si tratta di un primo passo importante, che si aggiunge a quelli già compiuti negli anni scorsi, quando siamo stati capaci di essere la Provincia pugliese che meglio e con maggiore rapidità ha saputo pianificare e utilizzare le risorse economiche rivenienti dal trasferimento della delega in materia di Formazione professionale. Gli interventi contenuti nei quattro avvisi che abbiamo pubblicato sono rivolti in particolare alle categorie più esposte alle conseguenze della crisi economica che stiamo vivendo: i giovani e gli “over 45” che si cimentano con l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro».
Azioni che dunque assumono una valenza speciale e che «sono parte dell’idea innovativa ed ambiziosa che, con la collaborazione della società “Italia Lavoro” e del Ministero del Welfare, ci siamo impegnati a costruire». «I prossimi mesi – conclude l’assessore provinciale – ci permetteranno di andare ancora avanti su questa strada, rafforzando lo spirito di condivisione e di sinergia che abbiamo riscontrato in questa prima fase con tutti i soggetti istituzionali, economici, sociali e sindacali che ci hanno accompagnato e disegnando così una prospettiva nuova per il territorio di Capitanata».
Le azioni del Patto/2
“ Capitanata coraggiosa”
Promuovere la conciliazione dei tempi vita-lavoro, attivare buone prassi per favorire l’occupazione femminile ed il reinserimento lavorativo delle donne. Sono gli obiettivi di “Capitanata Coraggiosa”, il progetto, di cui la Provincia di Foggia è Ente capofila, finalizzato all’implementazione di moderne e innovative “politiche di genere” sul territorio provinciale. Partner dell’iniziativa, presentata il 23 novembre 2001, nella Sala Giunta di Palazzo Dogana alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Pepe, dell’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Leonardo Lallo e dell’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, sono la Camera di Commercio di Foggia, l’Università degli Studi di Foggia – Dipartimento di Scienze economiche, matematiche e statistiche, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali. Presenti alla conferenza stampa di presentazione del progetto (nell’ambito del quale è stato già insediato un tavolo Permanente di partenariato sulle “politiche di genere”), Barbara Cafarelli (in rappresentanza dell’Università degli Studi di Foggia), Carla Costantini (Cisl), Gerardo De Feudis (Ugl), Fabrizio Solomita (Cisal), Stefania Bozzini (in rappresentanza delle associazioni datoriali) e la progettista Nicoletta Lozupone.
“Si tratta di un primo passo verso una più forte assunzione di responsabilità sociale e culturale circa l’importanza del ruolo e della funzione della donna, che assieme alla famiglia rappresenta una risorsa fondamentale della società” – ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Pepe. “Ciascuno degli attori che operano nel mercato del lavoro, dagli imprenditori alle istituzioni sino ai sindacati e ai singoli lavoratori, ad una piena consapevolezza della strategicità di politiche che siano autorevolmente e efficacemente in grado di conciliare i tempi di vita”, ha ribadito Lallo. L’obiettivo di “Capitanata coraggiosa” – che può contare su un finanziamento regionale di 165mila euro – è quello di realizzare un patto sociale di genere per sperimentare formule di organizzazione del lavoro, possibili e attuabili per rimuovere gli ostacoli, culturali, organizzativi ed economici che determinano marginalità o esclusione dal mondo del lavoro e dai ruoli di responsabilità delle donne e impediscono l’applicazione dell’ampia legislazione in materia di pari opportunità e conciliazione dei tempi. Destinatari della progettualità sono i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti dei settori del terziario, del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero, oltre che i dipendenti della pubblica amministrazione.
Le azioni previste dal progetto riguardano l’analisi della condizione occupazionale attraverso indagini qualitative delle lavoratrici, la creazione di una cultura della conciliazione, l’incentivazione alla contrattazione decentrata di secondo livello per regolamentare nuove modalità lavorative da sperimentare, la promozione della corresponsabilità dei padri nella gestione dei tempi di cura e la divulgazione degli strumenti di conciliazione esistenti. Previste inoltre, in via sperimentale, azioni utili ad incentivare la flessibilità organizzativa nel mondo del lavoro (con la creazione di una procedura per la sostituibilità della lavoratrice in caso di astensione dal lavoro, nel rispetto della continuità operativa, per la interscambiabilità e la condivisione di un ruolo o mansione lavorativa per favorire l’estensione dell’utilizzo del part-time), il reinserimento della lavoratrice dopo periodi di astensione dal lavoro (con percorsi formativi, aggiornamento e coinvolgimento durante la sua assenza), servizi aziendali per favorire la conciliazione dei tempi (con un supporto nelle procedure di accesso alle misure economiche a sostegno della genitorialità).
Un percorso che secondo l’assessore Lallo “comincia a delineare quel nuovo iter che deve dare vita ad una reale sinergia tra istituzioni, imprenditori, sindacati, lavoratori per la creazione di buone prassi alle quali legare una strategia di sviluppo che consideri il lavoro femminile una straordinaria ricchezza, anche e soprattutto per le imprese”. “Muoviamo così un altro passo importante – ha sottolineato Lallo – nella direzione che abbiamo tracciato con il “Patto per il Lavoro”, di cui anche questo intervento è parte attiva e integrante”. Di un “grande esempio della capacità di costruire relazioni istituzionali eccellenti tra Enti diversi”, ha parlato l’assessore Gentile, che ha ricordato come, purtroppo, “i numeri dell’occupazione femminile in Capitanata siano i più bassi della Puglia nel raffronto con la situazione delle altre province”.
“Serve un passo in avanti, uno scatto d’orgoglio. “Capitanata coraggiosa” – ha detto l’assessore regionale al Welfare – prova ad invertire questa tendenza, coadiuvandosi e integrandosi perfettamente con le altre azioni messe in campo in questi anni dalla Regione Puglia, cercando di costruire una rete di protezione attorno alle donne, che sono le prime a pagare le conseguenze negative della crisi economica sul piano lavorativo”.
Provincia di Capitanta
Editore Provincia di Foggia
Direttore Responsabile Micky De Finis
Coordinatore di redazione: Anna Laura D'Alessio
Iscrizione al tribunale di Foggia n. 10/1993
Distribuzione digitale
Numero chiuso in redazione a dicembre 2011, a cura di Enzo Pizzolodi vertici operativi e la sottoscrizione del protocollo d'intesa. Qual è la filosofia di questa coraggiosa azione?
Mettere a punto una serie di dinamiche innovative. Oggi come oggi le prospettive occupazionali per giovani neolaureati o per chi esce in età avanzata dal mondo del lavoro sono poco incoraggianti. Per invertire la rotta c'era bisogno di una netta sterzata. E di un'assuzione di responsabilità collettiva.
In che cosa si è tradotta questa “assunzione di responsabilità collettiva?”
Abbiamo riportato al centro dell'agenda politica la cooperazione interistituzionale con le imprese, le altre istituzioni, i sindacati, il terzo settore. Stiamo lavorando ad una serie di azioni per rendere più favorevoli le condizioni per le imprese che vogliono investire ad assumere. Al contempo, ci stiamo preoccupando di ribadire l'importanza della cultura della legalità nel mondo del lavoro, così come siamo consapevoli che ai giovani laureati vanno offerti percorsi formativi in grado di orientarli nel mondo del lavoro e di dotarli di competenze “appetibili” per il mercato. Così come siamo certi che solo investendo nelle vocazioni del nostro territorio (e quindi con il pieno coinvolgimento di chi le rappresenta) si può produrre sviluppo. Le vocazioni produttive della Capitanata (turismo, cultura, agroalimentare, servizi, infstrastrutture materiali e immateriali) devono essere le priorità strategiche per dare risposte non soltanto ai giovani neolaureati ma anche a chi, per vari motivi, dal mondo del lavoro è stato costretto ad uscire in età più avanzata. Il salto qualitativo e quantitativo del Patto consiste in una visione globale delle politiche di sviluppo, di inclusione sociale, del lavoro e della formazione professionale: il potenziamento delle infrastrutture strategiche, la lotta alla cause prime di emarginazione sociale, il ripensamento dei meccanismi di formazione professionale e l'implementazione di nuove politiche del lavoro sono combinate nel Patto per dare vita ad una serie di azioni strategiche di sistema.
Di qui la necessità anche di un ripensamento dei meccanismi di formazione professionale.
E questo è uno degli snodi fondamentali. La formazione professionale da un lato va ancorata al sistema educativo e al mondo del lavoro e, dall'altro, va mirata alle reali esigenze del territorio. Le formazione professionale deve essere strutturata in maniera radicalmente diversa dal recente passato: deve incontrare e soddisfare le aspettative dei giovani e le opportunità di sviluppo del territorio.
Nelle dinamiche del patto si pone l'accento su diversi aspetti di fondamentale importanza. Quale tra questi può imprimere più nettamente un segnale di discontinuità?
Sicuramente la legalità. È una precondizione fondamentale che deve sottendere a qualsiasi logica di sviluppo.
Se dovesse fare una previsione, tra quanto tempo ritiene che il Patto possa dare i suoi frutti?
Il Patto innesta innanzitutto una nuova dimensione culturale. E, come sappiamo, le innovazioni culturali sono le più lente e le più difficili da realizzare. Io credo che se tutte le parti in causa faranno la loro parte con coraggio, guardando all'interesse generale e mettendo da parte le logiche campanilistiche potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Le azioni del Patto/1
Formazione professionale, fondi per 2 milioni 851mila euro
La Provincia di Foggia, attraverso l’assessorato alle Politiche del Lavoro e alla Formazione Professionale, ha pubblicato 4 nuovi avvisi pubblici in materia di formazione professionale. Gli avvisi, rivolti agli Enti di Formazione accreditati e finanziati con le risorse economiche del P.O. Puglia 2007-2013 riferito al Fondo Sociale Europeo per un ammontare complessivo di 2 milioni 851mila 200 euro, rappresentano la continuazione dell’intenso lavoro portato avanti sino ad oggi dall’Ente di Palazzo Dogana ma costituiscono anche i primi interventi contenuti nel “Patto per il Lavoro e lo Sviluppo della Capitanata”, le cui linee guida sono state recentemente approvate anche dal Consiglio provinciale alla unanimità.
Nello specifico l’avviso “Foggia 3” relativo all’Asse IV “Capitale Umano” contiene interventi di qualificazione per il recupero ed il rafforzamento delle competenze professionali di giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni privi di diploma o qualifica professionale e prevede un finanziamento di 2 milioni 73mila 600 euro; l’avviso “Foggia 4” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi di riqualificazione per gli “over 45” e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro; l’avviso “Foggia 5” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi finalizzati all’attivazione di percorsi di formazione per l’acquisizione di competenze certificate di alto contenuto riservati ai giovani diplomati o laureati e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro; l’avviso “Foggia 6” relativo all’Asse II “Occupabilità” contiene interventi di qualificazione per favorire l’inserimento ed il reinserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati e prevede un finanziamento di 259mila 200 euro.
«In una situazione economica così delicata – afferma l’assessore Lallo – la Provincia di Foggia ha inteso essere in prima fila in una attività che è di strategica importanza per declinare concretamente la filosofia del “Patto per il Lavoro”. Si tratta di un primo passo importante, che si aggiunge a quelli già compiuti negli anni scorsi, quando siamo stati capaci di essere la Provincia pugliese che meglio e con maggiore rapidità ha saputo pianificare e utilizzare le risorse economiche rivenienti dal trasferimento della delega in materia di Formazione professionale. Gli interventi contenuti nei quattro avvisi che abbiamo pubblicato sono rivolti in particolare alle categorie più esposte alle conseguenze della crisi economica che stiamo vivendo: i giovani e gli “over 45” che si cimentano con l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro».
Azioni che dunque assumono una valenza speciale e che «sono parte dell’idea innovativa ed ambiziosa che, con la collaborazione della società “Italia Lavoro” e del Ministero del Welfare, ci siamo impegnati a costruire». «I prossimi mesi – conclude l’assessore provinciale – ci permetteranno di andare ancora avanti su questa strada, rafforzando lo spirito di condivisione e di sinergia che abbiamo riscontrato in questa prima fase con tutti i soggetti istituzionali, economici, sociali e sindacali che ci hanno accompagnato e disegnando così una prospettiva nuova per il territorio di Capitanata».
Le azioni del Patto/2
“ Capitanata coraggiosa”
Promuovere la conciliazione dei tempi vita-lavoro, attivare buone prassi per favorire l’occupazione femminile ed il reinserimento lavorativo delle donne. Sono gli obiettivi di “Capitanata Coraggiosa”, il progetto, di cui la Provincia di Foggia è Ente capofila, finalizzato all’implementazione di moderne e innovative “politiche di genere” sul territorio provinciale. Partner dell’iniziativa, presentata il 23 novembre 2001, nella Sala Giunta di Palazzo Dogana alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Pepe, dell’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Leonardo Lallo e dell’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, sono la Camera di Commercio di Foggia, l’Università degli Studi di Foggia – Dipartimento di Scienze economiche, matematiche e statistiche, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali. Presenti alla conferenza stampa di presentazione del progetto (nell’ambito del quale è stato già insediato un tavolo Permanente di partenariato sulle “politiche di genere”), Barbara Cafarelli (in rappresentanza dell’Università degli Studi di Foggia), Carla Costantini (Cisl), Gerardo De Feudis (Ugl), Fabrizio Solomita (Cisal), Stefania Bozzini (in rappresentanza delle associazioni datoriali) e la progettista Nicoletta Lozupone.
“Si tratta di un primo passo verso una più forte assunzione di responsabilità sociale e culturale circa l’importanza del ruolo e della funzione della donna, che assieme alla famiglia rappresenta una risorsa fondamentale della società” – ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Pepe. “Ciascuno degli attori che operano nel mercato del lavoro, dagli imprenditori alle istituzioni sino ai sindacati e ai singoli lavoratori, ad una piena consapevolezza della strategicità di politiche che siano autorevolmente e efficacemente in grado di conciliare i tempi di vita”, ha ribadito Lallo. L’obiettivo di “Capitanata coraggiosa” – che può contare su un finanziamento regionale di 165mila euro – è quello di realizzare un patto sociale di genere per sperimentare formule di organizzazione del lavoro, possibili e attuabili per rimuovere gli ostacoli, culturali, organizzativi ed economici che determinano marginalità o esclusione dal mondo del lavoro e dai ruoli di responsabilità delle donne e impediscono l’applicazione dell’ampia legislazione in materia di pari opportunità e conciliazione dei tempi. Destinatari della progettualità sono i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti dei settori del terziario, del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero, oltre che i dipendenti della pubblica amministrazione.
Le azioni previste dal progetto riguardano l’analisi della condizione occupazionale attraverso indagini qualitative delle lavoratrici, la creazione di una cultura della conciliazione, l’incentivazione alla contrattazione decentrata di secondo livello per regolamentare nuove modalità lavorative da sperimentare, la promozione della corresponsabilità dei padri nella gestione dei tempi di cura e la divulgazione degli strumenti di conciliazione esistenti. Previste inoltre, in via sperimentale, azioni utili ad incentivare la flessibilità organizzativa nel mondo del lavoro (con la creazione di una procedura per la sostituibilità della lavoratrice in caso di astensione dal lavoro, nel rispetto della continuità operativa, per la interscambiabilità e la condivisione di un ruolo o mansione lavorativa per favorire l’estensione dell’utilizzo del part-time), il reinserimento della lavoratrice dopo periodi di astensione dal lavoro (con percorsi formativi, aggiornamento e coinvolgimento durante la sua assenza), servizi aziendali per favorire la conciliazione dei tempi (con un supporto nelle procedure di accesso alle misure economiche a sostegno della genitorialità).
Un percorso che secondo l’assessore Lallo “comincia a delineare quel nuovo iter che deve dare vita ad una reale sinergia tra istituzioni, imprenditori, sindacati, lavoratori per la creazione di buone prassi alle quali legare una strategia di sviluppo che consideri il lavoro femminile una straordinaria ricchezza, anche e soprattutto per le imprese”. “Muoviamo così un altro passo importante – ha sottolineato Lallo – nella direzione che abbiamo tracciato con il “Patto per il Lavoro”, di cui anche questo intervento è parte attiva e integrante”. Di un “grande esempio della capacità di costruire relazioni istituzionali eccellenti tra Enti diversi”, ha parlato l’assessore Gentile, che ha ricordato come, purtroppo, “i numeri dell’occupazione femminile in Capitanata siano i più bassi della Puglia nel raffronto con la situazione delle altre province”.
“Serve un passo in avanti, uno scatto d’orgoglio. “Capitanata coraggiosa” – ha detto l’assessore regionale al Welfare – prova ad invertire questa tendenza, coadiuvandosi e integrandosi perfettamente con le altre azioni messe in campo in questi anni dalla Regione Puglia, cercando di costruire una rete di protezione attorno alle donne, che sono le prime a pagare le conseguenze negative della crisi economica sul piano lavorativo”.
Provincia di Capitanta
Editore Provincia di Foggia
Direttore Responsabile Micky De Finis
Coordinatore di redazione: Anna Laura D'Alessio
Iscrizione al tribunale di Foggia n. 10/1993
Distribuzione digitale
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