martedì 29 novembre 2011

Numero uno newsletter Provincia di Foggia

Nasce l' “Ufficio Europa”


Da un'iniziativa dell'assessore Pazienza, uno “strumento” per coordinare le attività progettuali dell'Amministrazione Provinciale e per sostenere l'iter istituzionale dei Comuni per ottenere finanziamenti europei


U
n punto di riferimento unico in grado di dare un'impronta omogenea a tutte le attività progettuali degli assessorati e di fungere da supporto agli enti del territorio. Sono questi gli obiettivi strategici con i quali, su proposta dell'assessore alle attività produttive, energia, politiche Comunitarie e all'Innovazione tecnologica, Pasquale Pazienza, la giunta provinciale ha dato l'input all'istituzione di un Ufficio Europa e Rapporti Internazionali.
“La Giunta Provinciale guidata da Antonio Pepe – spiega Pazienza – è partita fin dal giorno del suo insediamento col piede giusto per ciò che riguarda tanto la programmazione del territorio, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti per il Piano territoriale di coordinamento provinciale, quanto per l’avvicinamento alle attività della UE, vedi  Patto dei sindaci e le altre progettualità afferenti  ai finanziamenti comunitari. Su questo buon lavoro di base, abbiamo pensato di innestare un terminale in grado di esprimere un indirizzo unitario, di coordinare l'attività degli assessorati in materia di politiche comunitarie e di fornire una preziosa e strategica funzione di supporto ai Comuni impegnati a reperire fondi europei ed interessati ad agganciarsi alla lomocotiva dello sviluppo di Bruxelles”.
Di qui l'incarico all'associazione “FocusEurope” di elaborare un piano dettagliato e condiviso per l'implementazione dell'Ufficio Europa in seno all'Amministrazione Provinciale di Foggia.  Il piano, licenziato nel marzo 2011, individua come obiettivo strategico quello di garantire alla Provincia e “una continuità nella partecipazione ai progetti europei potenziandone allo stesso tempo la capacità di lavoro dei diversi Assessorati della Amministrazione, alzandone la sua produzione progettuale, determinando un “volano” finanziario in grado di alimentare lo sviluppo stesso dell’Ufficio Europa”.
Nel dettaglio, il progetto garantirà un rafforzamento dell'Amministrazione Provinciale in materia di politiche comunitarie; una più efficace attività di informazione e comunicazione sulle varie opportunità offerte dalla programmazione europea; una più efficace partecipazione di tutto il territorio della Capitanata ai processi decisionali della Comunità Europea rappresentati dal cosiddettto “farsi del diritto comunitario”.
L'Ufficio Europa, dunque, avrà una duplice funzione di interfaccia: verso gli uffici dell’amministrazione che possono cooperare con l’ufficio Europa e fruire dei servizi erogati; verso il territorio (Comuni e le Comunità Montane)  che diventa gli interlocutore diretto per progetti di impatto territoriale.
Dal punto di vista degli step operativi, la messa a regime dell'Ufficio sarà articolata in due tempi. Fase uno: un periodo breve di predisposizione interna, un secondo periodo di erogazione dei servizi solo verso l’amministrazione. Dopo questa prima fase di sperimentazione interna, le attività dell'Ufficio saranno testate e monitorate da una Cabina di Regia (composta dall’Assessore alle Attività Produttive con delega alle Politiche Comunitarie, dal Direttore di Focus Europe o suo delegato e dal responsabile dell’Ufficio Politiche Comunitarie). 
Terminata questa fase, l'Ufficio diventerà pienamente operativo verso l'esterno svolgendo tutte le azioni previste: formazione, informazione, supporto dei Comuni, coordinamento delle progettualità dei diversi assessorati.
“Sotto questo profilo è chiaro che gli sforzi compiuti dall'Amministrazione Provinciale in materia di innovazione tecnologica saranno fondamentali per sfruttare appieno le opportunità offerte dalla programmazione europea”, aggiunge Pazienza. “Innovazione tecnologica, Sportello Europa e Patto dei Sindaci sono i tre tasselli fondamentali di un puzzle che punta ad agganciare saldamente la Provincia di Foggia alle dinamiche di sviluppo di Bruxelles”, conclude l'assessore all'Innovazione Tecnologica e alle Politiche Comunitarie.
L'Ufficio che, sarà collocato inizialmente all'interno dell'assessorato alle Attività Produttive, dovrebbe diventare operativo nei primi mesi del 2012.



Le funzioni dell'Ufficio Europa


1.     funzione informativa: selezione, acquisizione e trattamento di tutte le informazioni rilevanti ai fini dell’attività dell’ufficio stesso. Relizzare una mappatura completa delle esigenze territoriali e degli attori che vi operano, informazioni che andranno aggiornate e verificate nel corso del tempo attraverso azioni puntuali di monitoraggio o a partire dalle percezioni basata sulla sensibilità tecnica delle risorse che ne andranno a ricoprire il ruolo. Azioni informative in merito alle opportunità fornite dalla programmazione europea.
2.     Funzione di assistenza tecnica: Nel momento in cui il cliente (sia un organismo presente sul territorio, sia un settore dell’amministrazione provinciale) decide di partecipare ad un bando di gara avrà inizio il processo di cooperazione con l’Ufficio. 3. Supporto alla progettazione e alla valutazione dei progetti.
4.Coordinamento delle varie attività progettuali.
5. Funzione di sollecito ad aderire alle progettualità europee


Ufficio Europa gli step operativi

1.     backoffice (servizi interni alla Provincia)
2.     monitoraggio e verifica (cabina di regia)
3.     backoffice-frontoffice (sportello pienamente operativo verso l'esterno)




FocusEurope

L’Associazione FOCUSEUROPE, Associazione senza scopo di lucro, si è costituita nel 2007 con uffici operativi a Roma e Bruxelles ed ha sempre operato nella ricerca dei fondi europei per le Amministrazioni locali, progettando iniziative d’interesse europeo, realizzando formazione sia sull’europrogettazione che sulla gestione dell’intero ciclo del progetto. Attualmente conta 95 Enti Associati dei quali 12 ESTERI.
Inoltre svolge attività di “service” informando tutte le ASSOCIAZIONI DI COMUNI D’ITALIA sulle opportunità offerte dalle iniziative e programmi europei, assicurando anche attività di formazione e informazione attraverso info-days a carattere nazionale.

Intervista con l'assessore Pazienza

“L'Europa è un'opportunità per il Sud e il dialogo con le sue istituzioni deve essere diretto e continuo”


C
reare le condizioni per avere un dialogo diretto con la Comunità Europea, essere sempre più competitivi, sviluppare capacità di ascolto e di programmazione”. Sono queste le parole d'ordine attraverso le quali l'assessore provinciale all'Innovazione Tecnologica, alle Attività Produttive (Artigianato, Commercio e Industria), Fonti Energetiche e Politiche Comunitarie  spiega l'accelerazione impressa dalla Giunta Provinciale su due progetti di valore strategico: “Ufficio Europa” e “Patto dei Sindaci”.
Assessore, la Giunta Provinciale sta accelerando i tempi per arrivare alla piena operatività dell'”Ufficio Europa” e anche il “Patto dei sindaci” è atteso da tappe importanti previste per fine anno. Qual è il principio guida che ha spinto l'esecutivo a credere nello spirito di queste due azioni?
C'è una filosofia di fondo che ha guidato fin dall'inizio le scelte operative della Giunta Provinciale: la visione dell'Europa come grande opportunità di sviluppo per il territorio. Molto prima che questi due progetti vedessero la luce la Provincia di Foggia aveva ottenuto importanti riconoscimenti per il Piano territoriale di coordinamento e per la capacità di attrazione, di programmazione e di utilizzo dei fondi europei.
Su questa opzione programmatica è stato dunque impostato il percorso operativo per la realizzione dell' “Ufficio Europa”?
Certo. L'Ufficio Europa nasce come strumento per rafforzare i positivi risultati già ottenuti dalla Provincia di Foggia in materia di politiche comunitarie. L'aspettativa che abbiamo è che possa essere il trait d'union delle azioni operative di tutti gli assessorati, avrà funzioni di coordinamento e di supporto di tutte le progettualità realizzate dall'Amministrazione per ottenere finanziamenti europei e sarà, d'altro canto, punto di riferimento per tutti i Comuni della Capitanata.
Insomma, l' “Ufficio Europa”servirà a potenziare la capacità di ascolto dell'ente?
Capacità di ascolto ma anche rappresentanza. Le decisioni della Unione Europea hanno ormai un impatto immediato sulla vita dei cittadini e anche sulle scelte degli enti sul territorio. “Ascoltare” e “dialogare” vuol dire essere al corrente delle opportunità che l'Europa offre ma anche essere in grado di “difendere” le specificità e le vocazioni del territorio sui tavoli che contano.
Lo stesso spirito che ha portato la Giunta provinciale ad investire nel Patto dei sindaci?
Per quanto riguarda il Patto dei sindaci, possiamo anticipare che entro dicembre sarà chiusa la fase del percorso valutativo. Il che vuol dire che molto presto i 36 Comuni della Capitanata che hanno aderito a questo processo avranno la possibilità di interloquire direttamente, per le materie di competenza del Patto, con la Bce. Ed è un bel risultato dal momento che, storicamente, il nostro territorio, ha sempre lamentato una cronica mancanza di partecipazione ai processi decisionali più alti. Siamo lieti anche del fatto che la “best practice” sperimentata dalla Provincia di Foggia abbia funzionato da agente stimolatore: non ci interessa mettere il cappello sulla qualità di un'iniziativa; l'importante è che i comuni e il territorio nel suo insieme siano in grado di produrre procedure d'eccellenza in grado di metterci al passo con le più avanzate realtà europee. E, in riferimento al Patto dei sindaci,  di esempi di questo tipo ce ne sono stati tanti. Siamo comunque soddisfatti dei buoni esiti conseguiti da diversi enti locali. Anche perché possiamo dire di  essere entrati in una fase diversa della storia della Comunità Europea: il periodo dell'erogazione di finanziamenti a pioggia è un ricordo del passato, oggi vengono premiate le capacità di programmazione e di spesa.
In altre parole chi non è in grado di interloquire ai livelli più alti, di programmare e utilizzare saggiamente i fondi europei può essere considerato “out”?
Esatto ed è per questo che la Provincia di Foggia sta destinando particolare attenzione alle politiche comunitarie. È una sfida che non possiamo perdere. Non possiamo continuare a  riproporre all'interno dei processi europei quanto accaduto per secoli in Italia a proposito della “questione meridionale”. Dobbiamo uscire da questa logica investendo sulle competenze, sulla modernizzazione tecnologica e sulla capacità di produrre gioco di squadra.














L'approfondimento/Il Patto dei Sindaci

L
a Provincia di Foggia, attraverso l’assessorato alle Politiche Energetiche e alle Politiche Comunitarie, guidato da Pasquale Pazienza,  potrà a breve dire di aver portato nella sue fase operativa un'altra azione strategica:  il patto dei sindaci, in linea con l'impegno della Commissione Europea (DG Energia) per la realizzazione delle comunità sostenibili. L'iniziativa dell'assessorato punta ad “accompagnare” gli Enti locali del territorio, che hanno aderito all’iniziativa veicolata dall’Ente Provincia, verso la realizzazione di azioni concrete nei settori dell’eficienza e del risparmio energetico, oltre che in quelli della micro-generazione da fonti di energia rinnovabile.
Tra gli obiettivi del Patto, in conformità ai dettami dell'Unione Europea, vi è la riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 20% entro il 2020 rispetto ai valori del 1990 dei Paesi membri.  In sostanza, si tratta di conseguire entro il prossimo decennio un risparmio energetico annuo che per l'intero territorio europeo è stimabile in almeno 800 GigaWatt con un abbattimento di emissioni pari ad oltre 400 mila tonnellate di CO2, attraverso la razionalizzazione, l'efficientamento, la diversificazione del consumo di energia nei settori trasporti, industria, civile, terziario, agricoltura e pesca. I Comuni che sottoscrivono il “Patto dei Sindaci” si impegnano ad inviare – attraverso l’Ente di supporto se previsto – il proprio piano d'azione per l'energia sostenibile entro l'anno successivo alla data di adesione formale. Il piano rappresenta un documento chiave, all’interno del quale vengono illustrate le azioni attraverso cui l’Amministrazione comunale intende raggiungere le finalità del progetto.
Nella logica della proposta europea, i piani possono includere iniziative nei seguenti settori: ambiente urbanizzato, inclusi edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni di grandi dimensioni; infrastrutture urbane come teleriscaldamento, illuminazione pubblica, reti elettriche intelligenti; pianificazione urbana e territoriale; fonti di energia rinnovabile decentrate; politiche per il trasporto pubblico e privato e mobilità urbana; coinvolgimento dei cittadini e, più in generale, partecipazione della società civile; comportamenti intelligenti in fatto di energia da parte dei cittadini, consumatori e aziende.

La Provincia di Foggia è stata tra le prime a partecipare alle fasi di attivazione del progetto, coordinando sin da subito l'iniziativa. Allo stato attuale le amministrazioni comunali aderenti sono 36. Il 19 novembre si svolgerà il nono tavolo politico e tecnico di coordinamento al quale parteciperanno i sindaci e i tecnici dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. In quella sede, presso la sala Giunta della Provincia di Foggia alle 12, sarà realizzata una videoconferenza con il Joint Research Center: saranno gli stessi funzionari dell'importante istituto a comunicare lo stato di avanzamento delle azioni implementate dalla Provincia di Foggia.

“È giunto il momento di implementare le priorità progettuali con le quali concorrere a qualificare il bilancio energetico dei singoli Comuni aderenti al Patto – spiega l’assessore Pazienza –. Oltre che sui temi della generazione di energia da fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile, gli interventi-obiettivo si fonderanno significativamente sulle attività di efficientamento energetico in coerenza con il risultato dell’attività di audit energetico che è al momento in fase di avvio su tutto il patrimonio immobiliare pubblico segnalato dai Comuni”.

“L'azione di coordinamento della Provincia – conclude l’assessore provinciale alle Politiche Energetiche – mira a realizzare una necessaria integrazione del Patto dei Sindaci nei processi territoriali dello sviluppo e della qualità sociale e ad uniformare l'azione amministrativa locale in tema di politiche energetiche, tanto sul fronte dell’efficientamento e del risparmio, quanto su quello della generazione con particolare riferimento alla micro-generazione diffusa. Attraverso questa iniziativa, infatti, crediamo di contribuire anche a rendere più concreta la possibilità di riportare e diffondere nel nostro territorio la cultura della micro-generazione, in modo che la produzione energetica da fonti rinnovabili possa rappresentare un vantaggio diretto per i cittadini delle nostre comunità locali”.
L'assessore indica anche un importante risultato conseguito nell'ambito del “Patto dei sindaci: “La Provincia, recependo lo spirito del Patto, ha già approntato un regolamento per l'efficienza energetica in edilizia. E i comuni aderenti al Patto, saranno chiamati ad adottare questo strumento entro fine anno. Questo significa che, in questi territori, gli edifici saranno realizzati tenendo conto delle più aggiornate normative europee in materia di sicurezza e risparmio energetico”.
Dando uno sguardo al passato, il 9 maggio 2011, il Patto dei sindaci è stato parte integrante delle azioni realizzate dalla Provincia di Foggia nell'ambito della “Giornata dell'Europa”. Sul link presente sul sito istituzionale della Provincia è possibile consultare un'area tematica deidicata ai Comuni e alla Comunità europea.
Il prossimo appuntamento, dunque, è gia fissato: giorno 19 novembre nono tavolo politico e tecnico di coordinamento al quale parteciperanno i sindaci e i tecnici dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa e, in contemporanea, intorno alle 12, i tecnici del Joint research center comunicheranno lo stato dell'arte del percorso di qualità avviato dalla Provincia di Foggia. 

Che cos è il Patto dei Sindaci

Dopo l’adozione del Pacchetto europeo su clima ed energia nel 2008, la Commissione europea ha lanciato il Patto dei Sindaci per avallare e sostenere gli sforzi compiuti dagli enti locali nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile. I governi locali, infatti, svolgono un ruolo decisivo nella mitigazione degli effetti conseguenti al cambiamento climatico, soprattutto se si considera che l’80% dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 è associato alle attività urbane.
Per le sue singolari caratteristiche - essendo l’unico movimento di questo genere a mobilizzare gli attori locali e regionali ai fini del perseguimento degli obiettivi europei - il Patto dei Sindaci è considerato dalle istituzioni europee come un eccezionale modello di governance multilivello.
Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e progetti concreti, i firmatari del Patto si impegnano a preparare un Inventario di Base delle Emissioni e a presentare, entro l’anno successivo alla firma, un  in cui sono delineate le azioin cui sono delineate le azioni principali che  intendono avviare.
Al di là del risparmio energetico, i risultati delle azioni dei firmatari sono molteplici: la creazione di posti di lavoro stabili e qualificati non subordinati alla delocalizzazione; un ambiente e una qualità della vita più sani; un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica. Queste azioni vogliono essere esemplari per gli altri, in modo particolare con riferimento agli "Esempi di eccellenza", una banca dati di buone prassi creata dai firmatari del Patto. Il Catalogo dei Piani d’azione per l’energia sostenibile è un’altra eccezionale fonte d’ispirazione, in quanto mostra a colpo d’occhio gli ambiziosi obiettivi fissati dagli altri firmatari e le misure chiave che questi hanno identificato per il loro raggiungimento.

Le tappe del Patto dei Sindaci











Che cos'è il Joint research center


Il Centro Comune di Ricerca (JRC) è una Direzione Generale (DG) della Commissione Europea interamente al servizio dell'Unione Europea. Il suo obiettivo generale è di contribuire a creare un'Europa più sicura, più pulita, più sana e più competitiva. Il JRC coordina e contribuisce a molti network comunitari che associano industria, università e istituti nazionali degli Stati membri; inoltre, effettua, nei suoi laboratori, studi ed esperimenti per conto delle suoi clienti e stakeholders. Il JRC partecipa anche a progetti con vari partner degli Stati Membri ed ha rapporti con diversi organismi extraeuropei e mondiali nel campo scientifico e della normativa. Tale lavoro comprende un'ampia gamma di compiti: dalla definizione di norme per l'omologazione di prodotti sanitari, all'identificazione delle fonti di materiali nucleari illeciti; dal miglioramento della resistenza sismica degli edifici, all'individuazione della presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti; dalla valutazione della qualità e della sostenibilità delle risorse idriche, al monitoraggio via satellite dei terreni e della deforestazione.

La visione del JRC

Il JRC intende fornire ai responsabili politici dell'UE soluzioni scientifiche valide per rispondere alle sfide fondamentali della società, avvalendosi dei risultati di ricerche riconosciute a livello internazionale.

La missione del JRC

Il Centro Comune di Ricerca (Joint Research Centre - JRC) ha il compito di fornire un sostegno scientifico e tecnico alla progettazione, allo sviluppo, all'attuazione e al controllo delle politiche dell'Unione Europea, adeguato alle esigenze poste. Come servizio della Commissione Europea, il JRC funge da centro di riferimento per le questioni di carattere scientifico e tecnologico in seno all'Unione. Vicino agli ambienti in cui vengono formulate le politiche, il JRC agisce nell'interesse comune degli Stati membri, senza essere legato ad interessi commerciali o nazionali.

 




 

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